Psicoterapia di coppia

Si può imparare ad amare e ad essere amati?
Si, si può! Si può apprendere ciò che occorre affinché ciò si realizzi.
Ma partiamo dalla base.
Che cos’è l’Amore?
È come fare MUSICA… è un percorso di conoscenza intimo e graduale.
Come viene descritto in un saggio di Alfred Schϋtz (1976), la relazione d’amore, del NOI, è come una condivisione di due musicisti che eseguono un brano musicale. Ciò che produce ciascun musicista è reso possibile non solo dallo spartito ma anche dall’ esperienza che fa del tempo interno ed esterno del partner. Ciascuno di loro non solo deve conoscere la propria parte ma anche anticipare l’interpretazione dell’altro suonatore rispetto alla propria. Entrambi possono sentire e prevedere grazie ad un ascolto “pieno”, partecipe e attento momento dopo momento e questo, può accadere spontaneamente, semplicemente, con l’allenamento.
L’Amore è un’emozione.
È la musica della danza tra due innamorati: ad uno/a dice dove posizionare i piedi e al/la partner dice dove posizionare i suoi.
Possiamo dire che amare ed essere amati, oltre ad essere un diritto, è una necessità per la sopravvivenza e per lo sviluppo e la crescita del Sé.
Nell’era in cui, quando si parla di relazione di Coppia, la parola “dipendenza” sembra essere qualcosa di pericoloso o brutto (cosa vera, in alcune condizioni), è importante ricordare che l’essere umano nasce con una spinta naturale e adattiva a dipendere da un suo simile che riconosce come particolarmente importante per lui.
John Bowlby intuì che sia stata l’evoluzione stessa a programmare l’uomo affinché fosse in grado di selezionare alcuni specifici individui e considerarli per sé SPECIALI.
La dipendenza, quindi, viene intesa come la possibilità di sperimentare ATTACCAMENTO e all’interno della dimensione della coppia, la possibilità di esperire rassicurazione, conforto, amore, sicurezza e creare connessione, coinvolgimento, vicinanza.
Dunque, per tornare alla domanda di partenza, per amare ed essere amati servono delle condizioni:
acquisire capacità empatica di sintonizzarsi con le proprie emozioni e con quelle dell’altro/a; imparare ad esprimerle apertamente; sviluppare mentalizzazione, ovvero la capacità di leggere i propri stati interni e dell’altro-a in modo da poter sapere cosa occorre portandolo fuori da sé favorendo così, all’interno dello spazio di coppia, un circolo virtuoso di connessione, compassione e supporto.
Inoltre, va detto che per poter essere “sani” bisogna poter essere riconosciuti come ALTRO/A da TE e ciò include lo sforzo da parte della controparte di fare i conti con quello che, già, in passato, Jasper aveva espresso: “l’Essenza dell’uomo è la tragica consapevolezza dell’inaccessibilità dell’Altro”.
Pertanto, avere CURA dell’Altro/a vuol dire anche accettare di non poter sempre raggiungere o essere raggiunti. La relazione di coppia è una “speciale relazione umana” in cui il modo in cui ciascuno è in relazione con l’altro/a configura il mondo che entrambi andranno ad abitare.
A partire da questi presupposti, mi capita di osservare la realtà di coppie sottoposte a costanti sfide (es. cambiamenti: nascita della prole, sindrome del nido vuoto quando i figli crescono e vanno via; distanze forzate per motivi lavorativi e non; preoccupazioni; infedeltà; malattia etc..) che sembrano esporle a rotture o crisi.
In realtà, spesso, il motivo per cui una coppia entra in crisi è la perdita di connessione emotiva.
Ci si ritrova in una dimensione in cui i tentativi da parte di uno dei due o di entrambi ad avvicinarsi sono caotici, mascherati o fuorvianti e vengono travisati o respinti innescando rabbia, giudizio, indifferenza. Inizia ad incrinarsi la fiducia, si matura delusione, distacco, ci si sente sempre più vulnerabili, confusi e soli.
La terapia di coppia ha l’obiettivo di aiutare i partner a chiarire i segnali dei bisogni e blocchi legati all’attaccamento affinché entrambi i soggetti possano creare uno spazio di mutuo ascolto e partecipazione attiva per potersi rispondere ai seguenti quesiti:
“Chi sei TU per ME?”, “Cosa mi aspetto da questa relazione?”, “Cosa voglio e posso in questa relazione?”