Psicoterapia dell’età Evolutiva e/o Sostegno alla Genitorialità

Chi sono i bambini e gli adolescenti di oggi?

Oggi, ci troviamo nell’epoca della globalizzazione, dell’ipertecnologizzazione, della frammentarietà delle relazioni con un incremento della tendenza all’individualismo che viene sempre più percepita come opprimente e angosciante.
I modelli educativi sono cambiati e i bambini e gli adolescenti appaiono diversi dal passato.
Sono quelli delle comunicazioni virtuali, dei social, della play station, dello smartphone, delle marche, dei fumetti giapponesi, dell’estetica a tutti i costi…oltreché, ovviamente, risorsa preziosa per il nostro futuro e potenziale, a volte, bloccato, che ci chiede di esserCI e di farCI.
Talvolta, difronte a questo, si rimane disorientati, ci si perde e ci si interroga.
Inoltre, negli ultimi anni, ci si è trovati davanti a cambiamenti importanti avvenuti all’interno dell’organizzazione familiare e si è assistito al passaggio dalla famiglia normativa a quella affettiva con un conseguente mutamento delle strategie di allevamento, socializzazione ed educazione.
Sono cambiate le relazioni e i vissuti all’interno della famiglia, la posizione materna e paterna, i rapporti tra le generazioni con un protrarsi sempre più esteso dell’età dell’adolescenza ed una sempre più evidente e preoccupante fatica a responsabilizzarsi.
A partire da questi presupposti, quindi, la valutazione del quadro avverrà attraverso la raccolta di molteplici elementi: osservativi, narrativi, biologici, culturali, familiari, transgenerazionali, ambientali, genetici, relazionali etc. con il fine di orientare una strategia d’intervento il più possibile precoce e di prevenzione nell’ecosistema naturale dei soggetti partecipanti al percorso di crescita.
Il trattamento mirerà a sviluppare l’apprendimento di un VOCABOLARIO EMOTIVO, somatico ed ESPERIENZIALE. Perché, se, da un lato, le emozioni e l’espressione di esse facilitano il bambino o l’adolescente a conoscere sé stesso, dall’altro, lo aiutano a capire anche gli altri, a farsi un’idea di come il mondo reagisce a ciò che lui/lei stesso/a vuole e circa i propri stati d’animo.
Questa possibilità di “allenamento” metariflessivo (Fonagy,1991), cognitivo, emotivo-somatico ed esperienziale, si rifletterà trasversalmente su tutto lo sviluppo della personalità ed inserito all’interno di un lavoro di “squadra” familiare sosterrà prevenzione e cura.
Infine, credo fermamente sia importante promuovere la consapevolezza in tutte le sue forme, ovviamente là dove sia possibile ed ecosostenibile da parte del sistema.
Essere genitori consapevoli significa prestare attenzione e prestare attenzione, a volte, richiede energie, concentrazione e sforzo. Richiede un impegno verso una ricerca interiore di sé stessi, gentile, graduale che possa essere coltivata attraverso la propria esperienza diretta e soggettiva.
Se vi sarà disponibilità e apertura verso questo lavoro interiore si potrà sviluppare autenticità e saggezza e soprattutto si potrà vedere chi sono i propri figli, di cosa hanno bisogno e si imparerà a prendere iniziative per trovare modi adeguati di nutrirli e alimentare la loro crescita e il loro sviluppo; s’imparerà a decifrare i segnali che, spesso, appaiono enigmatici e a fidarsi delle proprie capacità; a costruire fiducia reciproca e a sentirsi appagati e più motivati.
Essere genitore è soprattutto una questione personale; ciascuno dovrà trovare il proprio modo, certo, confrontandosi nel farlo con altre prospettive ma soprattutto creando una via propria, la migliore possibile.